Testi italo-romanzi scritti in alfabeti non latini dal medioevo alla prima età moderna

Il progetto Manuscripta Italica Allographica (MIA) rappresenta la prima indagine sistematica in ambiente digitale sul fenomeno linguistico-culturale dell’allografia, considerato nel contesto italo-romanzo dal Medioevo all’età moderna.

Nell’Italia medievale la pratica di scrivere una lingua utilizzando alfabeti di altre lingue è diffusa in alcuni gruppi sociali, come le comunità greche del Mezzogiorno e quelle ebraiche sparse in tutta la penisola. Oltre ai testi in caratteri greci ed ebraici, è necessario menzionare anche testi italo-romanzi medievali e moderni scritti in caratteri arabi, armeni e siriaci. La cronologia dei testi dal progetto MIA coincide in linea di massima con la fase più antica della storia della lingua italiana, dalle origini (secc. X-XI) fino al XVI secolo; tuttavia le caratteristiche del corpus indagato, e la maggiore ricchezza di testi allografici in scrittura ebraica dell’età moderna, hanno suggerito di includere nell’indagine anche i testi di tutto il XVII secolo.

Sono inoltre inclusi nel regesto, per la loro affinità geografica e culturale con il resto della documentazione, anche due antichi documenti sardi in alfabeto greco, malgrado l’estraneità del sardo al dominio linguistico italo-romanzo.

Nonostante le differenze grafiche, cronologiche e tipologiche, i testi allografici presentano alcune caratteristiche comuni, che consentono analisi approfondite delle pratiche di scrittura. I materiali raccolti e catalogati nella banca dati MIA forniscono quindi preziose informazioni sulle strategie testuali, le tradizioni discorsive, le espressioni formulari e, come nel caso dei volgarizzamenti, sulle tecniche di traduzione adottate dagli scriventi.

Il valore scientifico del corpus allografico italoromanzo è significativo sia per la storia della lingua italiana sia in campo storico-letterario. Alcuni dei manoscritti che trasmettono testi allografici testimoniano i primi esempi scritti dei dialetti siciliano, calabrese e salentino, nonché la diffusione di generi come la poesia cortese in Salento (ms. Laur. Plut. 57.36) e la poesia giudeo-italiana in diverse località.

Discutere di “allografia” significa anche ridefinire il proprio punto di vista, confrontandosi con le identità culturali delle minoranze che utilizzavano alfabeti diversi da quello latino e con le loro relazioni con il resto della società.

Il progetto prevede la creazione di un’indagine ad accesso libero su tutti i manoscritti allografici in italo-romanzo, costituita da voci descrittive relative alle loro caratteristiche materiali, testuali, paleografiche e linguistiche. Inoltre, la sezione Edizioni, che si arricchirà in futuro con altri testi, ospita la prima edizione digitale di un testo greco-romanzo inedito: il manuale di costruzione navale, ms. Oxford, Bodleian Library, Laud Gr. 23.

L’obiettivo di MIA è quello di restituire centralità a testi generalmente trascurati da filologi e linguisti, nella consapevolezza che lo studio dell’allografia contribuisce in modo significativo alla ricostruzione dei contesti culturali da cui trae origine, nonché al progresso in campo storico-linguistico e lessicografico. In questa direzione, lo studio e la pubblicazione di manoscritti allografici consentirà anche l’integrazione di testi assenti nella banca dati dell’OVI.

Attualmente sono consultabili sul sito oltre 120 schede descrittive di testi e manoscritti. Il catalogo è pressoché esaustivo per i testi più antichi (anteriori al 1300), e si arricchirà ulteriormente con nuove schede, già redatte nell’ambito del progetto e attualmente in fase di revisione.