Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, plut. 57.36
| Segnatura | Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, plut. 57.36 |
|---|---|
| Tipologia | Codice membranaceo |
| Typology | parchment manuscript |
| Scrittura | Greco |
| Numero di fogli | 129 |
| Misure | mm 132 × 104 |
| Data o periodo di copia | XIII sec. |
| Chronology | 13th Century |
| Provenienza geografica | Gallipoli (LE) |
| Geographical origin | |
| Descrizione e contenuto | Il codice è un palinsesto costituito da due unità codicologiche, a loro volte ottenute riutilizzando sette diversi codices antiquiores. La scriptio inferior è databile ai secoli X-XI, mentre la superior è duecentesca. La prima unità (ff. 1-33) contiene una redazione parziale (interrotta al libro VII) delle Allegorie di Omero del grammatico bizantino Giovanni Tzetze (sec. XII); la seconda unità, piú ampia (ff. 34-129), si apre con il trattato Περὶ ὀρθογραφίας di Teognosto (sec. IX), anch’esso incompleto (si interrompe al canone 636, f. 104v), seguito alle cc. 107r-119r dal Περὶ πνευμάτων di Teodoreto, mentre i ff. 119r-129r sono occupati da vari testi grammaticali anonimi. Un indizio eloquente della destinazione scolastica del codice è fornito da un’annotazione in greco al f. 106r, contenente esortazioni rivolte da un maestro agli allievi. Al f. 105 sono presenti disegni a penna raffiguranti rispettivamente i santi Nicola e Giovanni Battista, identificati da cartigli in greco, e vi si leggono i nomi, in grafia latina, di un «p(res)b(yte)r Sergi(us) Capuan(us)» e, immediatamente sotto, di un «p(res)b(yte)r Georgi(us) Catrullo»; entrambi i nomi sono collegati con un tratto di penna al toponimo «Gallipol(is)». L'ambientazione a Gallipoli è confermata da un'annotazione in greco al f. 106 che menziona un episodio storico, l’assedio di Gallipoli da parte delle truppe angioine nel 1268-1269. Il codice, una raccolta grammaticale, era probabilmente usato in una scuola di greco nel secondo Duecento, forse proprio a Gallipoli. Come ha rivelato per la prima volta lo studio di Arnesano - Baldi (2005), esso trasmette alcuni notevoli testi in volgare salentino, ma scritti in caratteri greci, attribuibili a sei diverse mani. Tra questi si segnalano ben quattro frammenti poetici, un proverbio e alcune glosse lessicali. Una mano particolarmente attiva (α) trascrive tre dei quattro frammenti poetici e il proverbio, mentre a una seconda mano (β) si deve il frammento poetico di maggiore interesse (l'alba Bellu missere) e alcune glosse lessicali. Secondo Maggiore (2021, pp. 401-404), queste due mani si possono localizzare con relativa sicurezza in base a considerazioni linguistiche: la mano α ha un vocalismo tonico di tipo salentino settentrionale (area Nardò-Copertino), mentre la mano β ha un vocalismo di tipo siciliano con presenza del solo dittongo metafonetico ie (skalderemientu 'scaltrimento'), il che permetterebbe di ricondurla a Gallipoli, probabile luogo di copia del codice. |
| Description and contents | The codex is a palimpsest made up of two codicological units, in turn obtained by reusing seven different codices antiquiores. The scriptio inferior dates back to the 10th-11th centuries, while the superior is from the 13th century. The first unit (fols. 1-33) contains a partial redaction (interrupted in book VII) of the Allegories of Homer by the Byzantine grammarian John Tzetze (12th century); the second unit, broader (fols. 34-129), opens with the treatise Περὶ ὀρθογραφίας by Theognostus (9th century), also incomplete (it stops at canon 636, fol. 104v), followed by fols. 107r-119r from Theodoret's Περὶ πνευμάτων, while fols. 119r-129r are occupied by various anonymous grammatical texts. An eloquent clue to the scholastic destination of the codex is provided by an annotation in Greek on fol. 106r, containing exhortations addressed by a teacher to his students. On fol. 105 there are pen drawings depicting Saints Nicholas and John the Baptist respectively, identified by scrolls in Greek, and there we read the names, in Latin writing, of a «p(res)b(yte)r Sergi(us) Capuan(us)" and, immediately below, a "p(res)b(yte)r Georgi(us) Catrullo"; both names are connected with a pen stroke to the toponym «Gallipol(is)». The setting in Gallipoli is confirmed by a Greek annotation on f. 106 which mentions a historical episode, the siege of Gallipoli by the Angevin troops in 1268-1269. The codex, a grammatical collection, was probably used in a Greek school in the second half of the thirteenth century, perhaps in Gallipoli itself. As Arnesano - Baldi's study (2005) revealed for the first time, it transmits some notable texts in Salento vernacular, but written in Greek characters, attributable to six different hands. Among these we note four poetic fragments, a proverb and some lexical glosses. A particularly active hand (α) transcribes three of the four poetic fragments and the proverb, while a second hand (β) is responsible for the poetic fragment of greatest interest (the alba Bellu missere) and some lexical glosses. According to Maggiore (2021, pp. 401-404), these two hands can be localized with relative certainty based on linguistic considerations: the α hand has a tonic vocalism of the northern Salento type (Nardò-Copertino area), while the β hand has a Sicilian-type vocalism with the presence of only the metaphonetic diphthong ie (skalderemientu 'shrewdness'), which would allow it to be traced back to Gallipoli, the probable place where the code was copied. |
| Link ad altri siti | https://pinakes.irht.cnrs.fr/notices/depot/388/ |
| Bibliografia | Arduini, Franca (2012), Fondi greci manoscritti e a stampa della Biblioteca Medicea Laurenziana », dans C. Casetti Brach (éd), , Il futuro del Passato 4, Ravello, 2012, p. 207-216, in: Carla Casetti Brach, Scrittura e libro nel mondo greco-bizantino: atti del corso (Ravello, Villa Rufolo, 6-9 novembre 2007), Ravello, Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, 207-216. Arnesano, Daniele - Baldi, Davide (2005), Il palinsesto Laur. Plut. 57.36. Una nota storica sull’assedio di Gallipoli e nuove testimonianze dialettali italo-meridionali, «Rivista di studi bizantini e neoellenici», 41, 113-139. Basile, Angela (2012), Repertorio dei testi romanzi in caratteri greci dell’Italia meridionale e della Sicilia (secc. XIII-XVI), «Medioevo letterario d’Italia», 9, 49-88. De Angelis, Alessandro (2010), Due canti d’amore in grafia greca dal Salento medievale e alcune glosse greco-romanze, «Cultura Neolatina», 70, 371-413. Distilo, Rocco (2007), Parole al computer. Dal genere al motivo d’«alba» (per un’ignota «alba di malamata»), in: Domenico Antonio Cusato - Domenica Iaria - Rosa Maria Palermo, Atti del v Convegno internazionale interdisciplinare su «Testo, metodo, elaborazione elettronica», Messina-Catania-Brolo, 16-18 novembre 2006, Messina, Lippolis, 101-115. Maggiore, Marco (2017), Per 'scaltrimento' in italiano antico, «Lingua Nostra», 78, 75-78. Maggiore, Marco (2021), Frammenti di poesia meridionale in caratteri greci, «Medioevo Romanzo», 45, 372-406. Sabina Magrini (2008), I palinsesti greci della Biblioteca Medicea Laurenziana: una introduzione, in: Santo Lucà, Libri palinsesti greci: conservazione, restauro digitale, studio. Atti del Convegno internazionale, Villa Mondragone - Monte Porzio Catone - Università di Roma "Tor Vergata" - Biblioteca del Monumento Nazionale di Grottaferrata, 21-24 aprile 2004, Roma, Comitato nazionale per le celebrazioni del millenario della Fondazione dell'Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata, 163-169. |
| Redattore | Marco Maggiore |
| Data creazione | 1 ago 2024, 06:57:54 |
| Creato da | marco.maggiore |
| Data ultima modifica | 9 dic 2024, 14:21:17 |
| Modificato da | marco.maggiore |
Schede collegate
- Proverbio salentino Laurenziano plut. 57.36
- Frammento poetico III Laurenziano plut. 57.36 (Amuri amuri)
- Frammento poetico I Laurenziano plut. 57.36
- Frammento poetico II Laurenziano plut. 57.36 (Io, uditilu)
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- Glosse e annotazioni Laurenziano plut. 57.36