Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini” dell’Università di Palermo, privo di segnatura
| Segnatura | Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini” dell’Università di Palermo, privo di segnatura |
|---|---|
| Tipologia | Codice cartaceo |
| Typology | paper manuscript |
| Scrittura | Greco |
| Numero di fogli | 386 |
| Misure | mm. 195 × 150 |
| Data o periodo di copia | 1571 |
| Chronology | 1571 |
| Provenienza geografica | Sinopoli, Monastero di San Bartolomeo di Trigona |
| Geographical origin | Sinopoli, Monastery of St. Bartholomew of Trigona |
| Descrizione e contenuto | Informazioni sul codice sono reperibili in Mercati (1938); Douramani (1996; 2003) e Re (2000). Sul foglio di guardia iniziale è presente l'annotazione “Biblioteca Perris di Angri Ms. 180”, che potrebbe riferirsi alla provenienza del codice (per ulteriori notizie in merito, cfr. Mercati 1938). Una prima sezione omogenea, comprendente i ff. 1-234, reca sull’angolo superiore destro una numerazione moderna a cifre arabe. Ai ff 1-232 si ha il Menologio (da settembre, al f. 1r, fino ad agosto, al f. 232r); ai ff. 232v-233r vi è una sinossi (scritta da una mano diversa), mentre i ff. 233v-234r sono bianchi. Ad una mano più recente si deve la dicitura, al f. 234v, “Triodio Greco che corrisponde a tutte le Domeniche della Quadragesima grande”. Al recto del foglio successivo inizia una seconda sezione del codice, contrassegnata da una numerazione in lettere greche (α´-ρλθ´) e da una seconda numerazione moderna che riparte da 1. Questa sezione comprende il Triodio (dal f. α´) e le Regole dell’ufficio ecclesiastico (dal f. ρε´ v). Vi sono poi 5 fogli contenenti un indice del Triodio, prive di numerazione con lettere greche, ma dotate di numerazione progressiva da 1 a 5 sul margine inferiore destro, più un foglio di guardia finale. Fondamentali le sottoscrizioni provenienti dalla fine del Menologio e dalla fine delle Regole. Dalla prima (al f. 232r), in greco, apprendiamo il nome del traduttore, Francesco, che si qualifica come sacerdote. Più interessante la seconda, pure in greco, ai ff. ρλη´ v-ρλθ´ r (su quest’ultima carta, probabilmente restaurata, l’antica numerazione non è più visibile). Qui ricaviamo anche il cognome del traduttore, cioè Vucisano, e l'identità del committente, Colantonio Ruffo, archimandrita del monastero di San Bartolomeo di Trigona (presso Sinopoli); è infine annotata la data 19 gennaio 1571. Francesco Vucisano è dunque il traduttore di Menologio, Triodio e Regole. Tuttavia, in quest’ultima sezione, tra i ff. ρλδ´-ρλε´, sono stati inseriti otto fogli privi di numerazione coeva con lettere greche (mentre prosegue la seconda numerazione moderna progressiva a cifre arabe). Queste carte contengono la traduzione dei Trentatré Canoni monastici raccolti da Luca, archimandrita del monastero di San Salvatore di Messina, che parrebbero assenti negli altri typika della tradizione (cfr. Re 2000). Per ragioni paleografiche, oltre che linguistiche (in particolare la notazione sistematica di spiriti e accenti sulle parole romanze, precaria altrove, e alcune differenze nell’impiego delle lettere dell’alfabeto greco nella resa dei fonemi vocalici), questi Canoni sarebbero attribuibili ad una mano diversa, non coincidente cioè né con quella del Vucisano né con quella che ha trascritto la sinossi ai ff. 232v-233r. Non si conosce però l’identità di questo amanuense, giacché la relativa sottoscrizione, nell’ultimo degli otto fogli, reca solo le indicazioni dell’anno, pure 1571, e del committente, ancora Colantonio Ruffo. Si registra la presenza di sporadiche e brevi annotazioni romanze (interlineari e marginali) frutto di mani diverse, volte essenzialmente a precisare alcuni passaggi nelle parti a opera di Vucisano. Circa gli aspetti materiali, si segnala infine la presenza ricorrente di semplici lettere tracciate in rosso e il fregio iniziale maggiore, pure in rosso, nella prima pagina dei Canoni. Lo stato di conservazione del manoscritto è complessivamente buono; ai ff. 1-4 (Menologio), quelli maggiormente danneggiati, la carta è guasta nella parte superiore e le prime righe sono dunque illeggibili. Piccoli fori, che non ostacolano tuttavia la lettura, si trovano invece alle prime quattro carte dei Canoni. |
| Description and contents | Information on the code can be found in Mercati (1938); Douramani (1996; 2003) and Re (2000). There is an initial flyleaf bearing the inscription “Biblioteca Perris di Angri Ms. 180” (which may refer to the provenance of the codex; for further information, see Mercati 1938). The first section, comprising ff. 1-234, has modern Arabic numerals in the upper right-hand corner. Folios 1-232 contain the Menologion (from September, on fol. 1r, to August, on fol. 232r); folios 232v-233r contain a synopsis (written by a different hand), while folios 233v-234r are blank. The inscription on f. 234v, “Greek Triodion corresponding to all the Sundays of Great Lent”, is in a more recent hand. On the recto of the following leaf begins a second section of the codex, marked by Greek letter numbering (α´-ρλθ´) and a second modern numbering starting from 1. This section includes the Triodion (from f. α´) and the Rules of the Ecclesiastical Office (from f. ρε´ v). There are then 5 folios containing an index of the Triodion, without Greek letter numbering, but with progressive numbering from 1 to 5 on the lower right margin, plus a final flyleaf. The signatures at the end of the Menologion and at the end of the Rules are fundamental. From the first (on f. 232r), in Greek, we learn the name of the translator, Francesco, who describes himself as a priest. More significant is the second, also in Greek, on ff. ρλη´ v-ρλθ´ r (on the latter, probably restored, the original numbering is no longer visible). Here we also find the surname of the translator, Vucisano, and the identify of the patron, Colantonio Ruffo, archimandrite of the Monastery of St. Bartholomew of Trigona (near Sinopoli); finally, there is the date 19 January 1571. Francesco Vucisano is therefore the translator of the Menologion, Triodion and Rules. However, in this last section, between ff. ρλδ´-ρλε´, eight unnumbered sheets with Greek letters have been inserted (while the second modern progressive numbering with Arabic numerals continues). These folios contain the translation of the Thirty-three monastic Canons collected by Luca, archimandrite of the Monastery of San Salvatore in Messina, which appear to be absent from the other typika of the tradition (cf. Re 2000). For paleographic as well as linguistic reasons (in particular, the systematic notation of spirits and accents on Romance words, which is precarious elsewhere, and some differences in the use of Greek alphabet letters in the rendering of vowel phonemes), these Canons can be attributed to a different hand, i.e. neither that of Vucisano nor that of the author of the synopsis on ff. 232v-233r. However, the identity of this amanuensis is unknown, since the relevant signature on the last of the eight pages only indicates the year, also 1571, and the patron, again Colantonio Ruffo. There are sporadic and brief Romance annotations (interlinear and marginal) by different hands, essentially aimed at clarifying certain passages in the parts written by Vucisano. Finally, in terms of material aspects, there are recurring simple letters written in red and a large initial frieze, also in red, on the first page of the Canons. The manuscript is in good condition overall; on ff. 1-4 (Menologion), the most damaged pages, the paper is deteriorated at the top, rendering the first lines illegible. Small holes, which do not hinder reading, are found on the first four pages of the Canons. |
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| Bibliografia | Douramani, Katherine (1996), Il typikon del monastero di S. Bartolomeo di Trigona, «Antonianum», 71/2, 307-324. Douramani, Katherine (2003), Il typikon del monastero di S. Bartolomeo di Trigona, Roma, Pontificio Istituto Orientale. Mercati, Silvio Giuseppe (1938), Sul tipico del monastero di S. Bartolomeo di Trigona tradotto in italo-calabrese in trascrizione greca da Francesco Vucisano, «Archivio Storico per la Calabria e la Lucania», 8, 197-223. Re, Mario (2000), Scheda nr. 78, in: Canart, Paul / Lucà, Santo, Codici greci dell'Italia meridionale, Roma, Retablo, 178. |
| Redattore | Stefano Teti |
| Data creazione | 28 feb 2026, 00:08:20 |
| Creato da | stefano.teti |
| Data ultima modifica | 2 mar 2026, 10:01:35 |
| Modificato da | websoup |