Grottaferrata, Biblioteca della Badia Greca, ms. Z. α. IV.

SegnaturaGrottaferrata, Biblioteca della Badia Greca, ms. Z. α. IV.
TipologiaCodice membranaceo
Typologyparchment manuscript
ScritturaGreco
Numero di fogli78
Misuremm 190 × 140
Data o periodo di copiasecc. XIII-XIV
Chronology13th-14th centuries
Provenienza geograficaSalento
Geographical originSalento
Descrizione e contenuto

Erotemata. Il codice, palinsesto contenente un Triodio, mutilo della parte iniziale, è latore di Erotemata grammaticali. Organizzato in 9 quaternioni e 1 fascicolo di 6 ff. (4 + 2 = ff. 73-78), presenta una mise en page a specchio unico di scrittura (mm 120 × 90). Il testo, disposto su 27 righe, erroneamente datato al XII secolo (Rocchi 1883, pp. 442-443), è vergato in una minuscola tipicamente salentina di XIII-XIV secolo, molto vicina alla grafia del Vat. gr. 1275 (Jacob 1985, p. 304 n. 99) e simile alla scrittura del copista B del Laur. Pl. 71.35 (Arnesano 2008, p. 36). La decorazione, piuttosto scarna, consiste in semplici iniziali eseguite in monocromo. Si registrano più di 270 glosse volgari in caratteri greci di mano seriore negli spazi interlineari, in corrispondenza di voci rare. Il cimelio proviene dal monastero di S. Maria del Patir di Rossano come indica il titolo «Grammatica» (Lucà 2003, p. 196) stilato, verosimilmente dalla medesima mano patirense, anche nel Crypt. Ζ.α.V (gr. 17, salentino, sec. XII), nel Crypt. Ζ.α.I (gr. 172, calabro (?), sec.  XII) o nel Crypt. Ζ.α.III (gr. 57, calabro, sec. XI); l’appartenenza all’arcivescovado di Rossano è attestata da alcune note apposte a margine da Antonio de Condelina, canonico della cattedrale (Jacob 1985, pp. 304-305 e n. 99). Gli Erotemata, in circolazione in Terra d’Otranto dalla fine del XII sec. (Crypt. Ζ.α.II), assieme ad altre opere di contenuto grammaticale come lessici, Etymologica, schedografie, d’importazione metropolitana, erano oggetto di studio e d’insegnamento all’interno di un articolato e raffinato sistema scolastico che, mutuato da Bisanzio, si affermò nel corso del XIII secolo e perdurò fino alla fine del XVI. Il codice, restaurato nel 1960, è in buono stato di conservazione.

Description and contents

The codex, a palimpsest containing a Triodius, mutilated at the beginning, transmits grammatical Erotemata. Organised in 9 quaternions and 1 fascicle of 6 ff. (4 + 2 = ff. 73-78), it presents a mise en page with a single writing mirror (mm 120 × 90). The 27-line text, erroneously dated to the 12th century (Rocchi 1883, pp. 442-443), is written in a typically 13th-14th-century Salentine minuscule script, very close to the handwriting of Vat. gr. 1275 (Jacob 1985-1986, p. 304 no. 99) and similar to the handwriting of copyist B of Laur. Pl. 71.35 (Arnesano 2008, p. 36). The decoration, which is rather meagre, consists of simple initials executed in monochrome. There are more than 270 vernacular glosses in the interlinear spaces, insisting on rare Greek entries.The manuscript comes from the monastery of S. Maria del Patir at Rossano, as indicated by the title ‘Grammatica’ (Lucà 2003, p. 196), which was probably written by the same hand from Patir, also in Crypt. Ζ.α.V (gr. 17, Salentine, 12th century), in Crypt. Ζ.α.I (gr. 172, Calabrian (?), 12th century) or in Crypt. Ζ.α.III (gr. 57, Calabrian, 11th century); the fact that they belong to the archbishopric of Rossano is attested by notes in the margin by Antonio de Condelina, canon of the cathedral (Jacob 1985-1986, pp. 304-305 and no. 99). The Erotemata, in circulation in the Terra d’Otranto from the end of the 12th century (Crypt. Ζ.α.II), along with other works of grammatical content such as lexicons, Etymologica, and schedographies, of metropolitan import, were the object of study and teaching within an articulate and refined scholastic system that, borrowed from Byzantium, established itself during the 13th century and lasted until the end of the 16th century.The codex, restored in 1960, is in a good state of preservation.

Link ad altri siti<https://pinakes.irht.cnrs.fr/notices/cote/id/17961>
<http://palin.iccu.sbn.it/Analitica.aspx?key=0001100000&codice=RM0039&lang=it-IT>
BibliografiaArnesano, Daniele (2008), La minuscola «barocca». Scritture e libri in Terra d'Otranto nei secoli XIII e XIV, Galatina, Congedo.
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Lucà, Santo (2020), Manoscritti italogreci: nuove tessere di un mosaico frammentario (con la collaborazione di Donatella Bucca e Francesco D'Aiuto), Roma, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" (Quaderni di Νέα Ῥώμη, 7).
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RedattoreRoberta Durante
Data creazione2 apr 2025, 14:37:47
Creato damarco.maggiore
Data ultima modifica27 ott 2025, 14:59:25
Modificato daroberta.durante

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