Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Borg. ar. 278 (olim Borg. provv. 18)

SegnaturaCittà del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Borg. ar. 278 (olim Borg. provv. 18)
Tipologiafascicolo cartaceo
Typologypaper booklet
ScritturaSiriaco
Numero di fogli95
Misuremm 150 × 100
Data o periodo di copiaa. 1706
Chronologya. 1706
Provenienza geograficaRoma
Geographical originRome
Descrizione e contenuto

I due foglietti editi e analizzati da Proverbio (2020) riuniscono 21 quartine di endecasillabi rimati ABBA, ciò che resta di una raccolta di pasquinate scritte sul fare del Settecento da una mano ignota che scaglia la propria invettiva contro alcuni insigni prelati della Curia romana del suo tempo. Tra le molte personalità illustri che i versi virtualmente additavano, nei due frammenti poetici superstiti (risp. ff. 1r-2r e 2r-2v) ci si imbatte, nella fattispecie, in Carlo Agostino Fabroni (1651-1727), Francesco Acquaviva d’Aragona (1665-1725) e Carlo Colonna (1665-1739), rispetto ai quali l’autore si augura che non siano investiti della dignità cardinalizia: i tre prelati avrebbero però assunto la carica nel maggio del 1706, anno che viene a costituire perciò il terminus ante quem dei componimenti in esame. Indecidibili, invece, le modalità che ne hanno presieduto l’esecuzione materiale (su cui cfr. la scheda-testo), che può dirsi comunque esser stata condotta con cura, a partire dall’attenzione prestata alla vocalizzazione della scrittura, disattesa solo in pochi punti. I due foglietti così descritti non si presentano sciolti, ma sono stati incorporati in un fascicolo di 95 pagine mobili tenute insieme da un foglio di recupero ricavato da un vecchio spartito musicale. Questo libercolo, fittamente coperto di scritture in arabo e garšūnī, è stato repertato da una mano settecentesca come Miscellanea Arabica e dagli scaffali del Museo Borgiano de Propaganda Fide è approdato nel 1902 alla Vaticana, dove ha ricevuto la collocazione definitiva – Borg. ar. 278 – nel 2015.

Description and contents

The two leaflets edited and analyzed by Proverbio (2020) display 21 quatrains of rhymed hendecasyllables following the ABBA rhyme scheme. The verses are the remains of a collection of pasquinades penned in the early 18th century by an unknown author raising his voice against some well-known prelates of the contemporary Roman Curia. Among the many prominent figures targeted in these verses, the two surviving poetic fragments (ff. 1r-2r and 2r-2v) specifically mention Carlo Agostino Fabroni (1651-1727), Francesco Acquaviva d’Aragona (1665-1725), and Carlo Colonna (1665-1739), who will not, the author hopes, be granted the dignity of the cardinalate. However, all three prelates assumed the rank in May 1706, which therefore establishes 1706 as the terminus ante quem for these fragments. The circumstances surrounding their material execution elude us (see the textual description), although it can be said that they were crafted with care, as evidenced, for instance, by the attention paid to the vocalization of the script, which is only occasionally neglected. As outlined above, the two leaflets are not loose, but have been incorporated into a booklet consisting of 95 loose pages held together by a recycled sheet of paper taken from an old musical score. This small volume, densely covered in Arabic and Garšūnī writings, was classified by an 18th-century hand as Miscellanea Arabica. From the shelves of the Museo Borgiano de Propaganda Fide, it reached the Vatican Library in 1902, where it received its definitive shelfmark – Borg. ar. 278 – in 2015.

Link ad altri siti
BibliografiaProverbio, Delio Vania (2020), An Italian text in Syro-Xenic clothes: the Italo-Garšūnī Pasquin Borg. Ar. 278, ff. 1r-2v, «Rivista degli Studi Orientali», n.s., XCIII/1, 93-107.
RedattoreCamilla Granzotto
Data creazione22 dic 2024, 15:06:40
Creato dacamilla.granzotto
Data ultima modifica22 dic 2024, 15:09:46
Modificato dacamilla.granzotto

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