Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 2252

SegnaturaCittà del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 2252
TipologiaCodice cartaceo
Typologypaper manuscript
ScritturaGreco
Numero di fogli73
Misuremm 275 × 180
Data o periodo di copia1331/1340
Chronology1331/1340
Provenienza geograficaSalento
Geographical origin
Descrizione e contenuto

Il codice, cartaceo, è databile agli anni '30 del Trecento in base alle filigrane. Le 73 carte sono precedute da due carte di guardia membranacee iniziali provenienti da un libro liturgico dell'XI secolo. Il testo, in cui alternano pericopi in greco e in volgare salentino, è stato copiato da un'unica mano, attribuita all'area salentina da Paul Canart e André Jacob (cfr. Canart - Jacob - Lucà - Perria 1998, tav. 85 n° 123): «essa è una minuscola posata, con pretese calligrafiche, caratterizzata da irregolarità nel tratteggio, nell’inclinazione dell’asse e nell’allineamento sul rigo, da prevalente giustapposizione di lettere, sporadicità e ripetitività di legature, ductus lento, esecuzione impacciata, scarsità di abbreviazioni, risultato esteticamente artificioso e disarmonico», la quale perciò «si inserisce fra quelle scritture di livello elementare impiegate nel Salento dei secoli XIII e XIV, soprattutto in scritte avventizie, note marginali o di possesso» (Arnesano - Maggiore 2022, p. 11, e cfr. Arnesano 2008, pp. 70, 71, 83 n° 85). Come osserva Arnesano, il fatto che una mano di questo tipo si impegni nella copia di un intero codice, per quanto non molto corposo, è del tutto eccezionale. La lettura del testo è ostacolata dal pessimo stato di conservazione del codice, caratterizzato in particolare dalla consunzione dei margini, gravissima nella parte finale. Le 59 gnomai di Gregorio di Nazianzo sono tutte presenti insieme a 58 prose del commento di Nilo o Nicola Dossapatre (sec. XII p.m.), ma sono andati perduti il commento all'ultima gnome e i relativi brani di traduzione in salentino. «I capitoli che compongono il testo seguono una struttura fissa: l’amanuense copia anzitutto i quattro versi della gnome, in lingua originale, ai quali segue il volgarizzamento interpretativo; è quindi la volta di una prima pericope del commento di Dossapatre alla suddetta gnome, seguita dal relativo volgarizzamento; le pericopi di commento e quelle del volgarizzamento si susseguono alternandosi, fino ai quattro versi della gnome successiva. Ogni gnome è numerata ed è contraddistinta da elementi decorativi di tipo fitomorfo e di tipo geometrico (come il nodo di Salomone), ricorrenti nei codici greci salentini. I versi delle gnomai sono separati da uno spazio interlineare maggiore rispetto ad altre parti del testo e ognuno di essi è messo in risalto da un’iniziale decorata. Piccole iniziali sono collocate anche all’inizio del commento (il cui testo è inoltre contraddistinto da piccoli segni marginali) e della traduzione» (Arnesano - Maggiore 2022, p. 11). In età moderna, il codice è appartenuto al cardinale Giovanni Salviati (1490-1553), prima di confluire nella Biblioteca Vaticana.

Description and contents

The codex can be dated to the 1330s based on the paper watermarks. The 73 folios are preceded by two initial parchment endpapers taken from an 11th century liturgical book. The text, in which pericopes alternate in Greek and in Old Salento vernacular, was copied by a single hand, attributed to the Salento area by Paul Canart and André Jacob (see Canart - Jacob - Lucà - Perria 1998, pl. 85 n° 123): according to Arnesano - Maggiore (2022, p. 11), the writing shows a tiny form, with calligraphic pretensions, characterized by irregularities in the hatching, in the inclination of the axis and in the alignment on the staff, by a prevalent juxtaposition of letters, sporadic and repetitive ligatures, slow ductus, clumsy execution, scarcity of abbreviations, aesthetically artificial and disharmonious result. It can be therefore included among those elementary level writings used in the Salento of the 13th and 14th centuries, especially in adventitious writings, marginal or possession notes" (see Arnesano 2008, p. 70, 71, 83 n° 85). As Arnesano observes, the fact that a hand of this type commits itself to copying an entire codex, even if not very large, is completely exceptional. Reading the text is hindered by the poor state of conservation of the codex, characterized in particular by the wear of the margins, which is very serious in the final part. The 59 gnomai of Gregory of Nazianzus are all present together with 58 prose of the commentary by Nilo or Nicola Dossapatre (12th century first half), but the commentary on the last gnome and the related translation passages into Salentino have been lost. The chapters that make up the text follow a fixed structure: the scribe first copies the four verses of the gnome in Greek, followed by the interpretative Old Salentino volgarizzamento; it is therefore the turn of a first pericope of Dossapatre's commentary on the aforementioned gnome, followed by the relative translation; the pericopes of commentary and those of Old Salentino translation follow one another alternately, up to the four verses of the next gnome. Each gnome is numbered and is characterized by decorative elements of a phytomorphic and geometric type (such as Solomon's knot), recurring in the Greek manuscripts of Salento. The verses of the gnomai are separated by a greater interlinear space than other parts of the text and each of them is highlighted by a decorated initial. Small initials are also placed at the beginning of the commentary (the text of which is also characterized by small marginal signs) and of the translation (Arnesano - Maggiore 2022, p. 11). In the modern age, the codex belonged to Cardinal Giovanni Salviati (1490-1553), before joining the Vatican Library.

Link ad altri sitiDigivatlib: https://digi.vatlib.it/view/MSS_Vat.gr.2252/0011

Pinakes: https://pinakes.irht.cnrs.fr/notices/cote/68883/
BibliografiaArnesano, Daniele - Maggiore, Marco (2022), Il Grigoriu del manoscritto Vat. Gr. 2252. Saggio di edizione di un importante testo salentino del Trecento, «L'Idomeneo», 34, 9-38.
Arnesano, Daniele - Sciarra, Elisabetta (2010), Libri e testi di scuola in Terra d'Otranto, in: Lucio Del Corso, Oronzo Pecere, Libri di scuola e pratiche didattiche dall'antichità al Rinascimento. Convegno internazionale di studi (Cassino, 7-10 maggio 2008), Cassino, Università di Cassino, 425-473.
Arnesano, Daniele (2008), La minuscola «barocca». Scritture e libri in Terra d'Otranto nei secoli XIII e XIV, Galatina, Congedo.
Canart, Paul - Jacob, André - Lucà, Santo - Perria, Lidia (1998), Facsimili di codici greci della Biblioteca Vaticana, 1. Tavole, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana.
Cataldi Palau, Annaclara (1995), La biblioteca del cardinale Giovanni Salviati, alcuni nuovi manoscritti greci in biblioteche diverse dalla Vaticana, «Scriptorium», 49, 60-95.
Durante, Roberta (2020), Nuove testimonianze dal Salento ellenofono: personaggi, testi e disegni in copertina tra tardo Medioevo ed età moderna, in: Santo Lucà, Manoscritti italogreci: nuove tessere di un mosaico frammentario, Roma, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" (Quaderni di Νέα Ῥώμη, 7), 253-270.
Lilla, Salvatore (1985), Codices Vaticani Graeci. Codices 2162-2254 (Codices columnenses), Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana.
RedattoreMarco Maggiore
Data creazione11 ago 2024, 07:02:32
Creato damarco.maggiore
Data ultima modifica2 mar 2026, 13:44:51
Modificato damarco.maggiore

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